Dentro la ricerca
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Ho sempre pensato che creare non debba avere compromessi sulla qualità delle materie di cui è composta l’opera comprese materie non convenzionali. Ho come pallino la durabilità e la resistenza nel tempo, quindi un’opera è per sempre.
Quindi oltre a lavorare su tela, un materiale che amo molto è l’MDF (Medium-Density Fibreboard) è un materiale nato prima della metà del ‘900 e i primi pannelli nascono a Deposit, nello stato di New York ed è un derivato dal legno diffuso in tutto il mondo per la sua versatilità.
Nell’ arte contemporanea le sue applicazioni sono state molto vaste dalla scelta di alcuni pittori iperrealisti e astratti, nell’arte Pop e New Pop, movimenti artistici come il Nuovo Futurismo (ad esempio con l’artista Dario Brevi) hanno eletto l’MDF a supporto per opere sagomate a strati, fluttuanti a parete che giocano tra pittura e scultura tridimensionale, e soprattutto a differenza delle tavole di pioppo o di abete i pannelli di MDF non subiscono torsioni causate dai cambi di umidità ambientali.
Gesso, cemento,ossidi, colle, polveri e resine….fuoco e acqua e molto altro, i materiali sono la mappa e penso che non ci sia bisogno di velocità in un percorso sterrato come quello della mente, ma fondamentale è poter accorgersi che la strada ha bisogno di controllo, i materiali si approfondiscono continuamente quando si amalgamano e si incontrano durante quel percorso che porta dentro al pensiero in origine e solo successivamente con il gesto materializzo l’idea che avevo.
Le tele che uso sono prodotte in italia
è importante che il risultato sia frutto di ricerca e di prove in studio e mai dato dalla casualità, c’è da dire che la creazione si nutre di sperimentazione e la sperimentazione comporta molti errori a volte funzionali a volte determinano la disfatta e l’interruzione di un opera.
extra
“sono sempre alla ricerca di una luce, di qualcosa che mi svuoti”
Performance
Da alcuni anni ho approfondito e mi sono esibito in diverse città con performance artistiche ma non ho la pretesa di ritenermi un “performer” anche data la mia storia che è profondamente legata ad una realizzazione in studio di un opera.
La mia vicinanza a temi sociali e di attualità mi ha sempre interessato e mai ho cercato di nascondere attraverso l’arte ciò che penso, la mia visione del mondo e di essere umano è frutto del mio quotidiano sentire e cercare di stabilire un contatto con l’altro e in “difesa” di tali temi è un dovere morale che tutti dovremmo avere.

